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Le mie Maldive


Le Maldive non sono più quelle dei primi visitatori che hanno iniziato a frequentarle trent’ anni fa quando, nelle poche isole abitate, donne, bambini ed uomini alternavano i normali lavori quotidiani e la pesca con il “dolce far niente” all’ombra di palme, comodamente seduti sulle loro tipiche e piccole sdraio. Non sono neanche più quelle di tante isole deserte dove per arrivare era indispensabile scendere in acqua per superare la laguna e dove la barriera corallina, ancora in tutto il suo splendore, abbagliava con colori incredibili e migliaia di pesci che non avevano, fino a quel momento mai incontrato essere umano.

Erano le Maldive dei delfini che immancabilmente accompagnavano i dhoni, dei telefoni che da quelle parti non esistevano e del trascorrere lento del tempo, che aveva tutto un altro valore.

Eppure, anche oggi, nonostante non siano più quelle, ogni volta che si scende dall’aereo, in un aeroporto oramai funzionale e moderno, le sensazioni che si provano sono senz’altro le stesse. Il piacere nel sentire “aria calda” addosso, la vista di spiagge bianchissime e di un mare dai colori indescrivibili abitato da pesci piccoli e grandi, per nulla impauriti dall’ uomo. Anche se oramai appena fuori dall’aerostazione, le nuove Maldive si presentano con le tante barche, motoscafi e frenetica vita moderna.